La festività commemora l’Invenzione della Santa Croce. Il rito religioso si è arricchito nel corso del tempo di significati e simboli pagani. Nell’occasione di tale festeggiamento, la popolazione prepara delle piccole barche cariche di fuochi d’artificio, che vengono appese agli usci delle abitazioni per dare luogo ad uno spettacolo pirotecnico ricco di luci, colori e botti. Durante la giornata si eseguono dei giochi popolari e la festa si conclude in serata, con la costruzione di una sagoma di cammello, anch’essa imbottita di fuochi d’artificio ed al ritmo incalzante della “caricatumbula”, i tamburi accompagnano la danza du “camiuzzu i focu”, che balla, spara e alla fine agonizza. L’evento religioso ricorda i tempi in cui Tropea era sotto la dominazione di turchi e saraceni, che si aggiravano per le vie della città sul dordo di cammelli, seminando terrore fra la popolazione. La festività commemora, in particolar modo, la famosa Battaglia di Lepanto, durante la quale la cittadina di Tropea ebbe la meglio sulle navi turche. |